
Un Tir all'Improvviso
Tecnica Mista - Acrilico e garza su tela
180 cm x 87 cm
Trattativa Privata
materica@gmail.com
Kaos
Mixed media – acrylic, barbed wire,
and cardboard on marine plywood
110 cm x 76 cm
Private Negotiation
materica.art@gmail.com


Rosso
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
40 cm x 30 cm
Private Negotiation
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Quello Che
Non Si Vede
Mixed media – Acrylic
and passementerie on canvas
70 cm x 50 cm
Private Negotiation
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Quel che Resta
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
160 cm x 97 cm
Private Negotiation
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L'Origine
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
160 cm x 100 cm
Private Negotiation
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Quel Rosso
Che di Notte si Sogna
Mixed media – Acrylic and gauze
on canvas
180 cm x 87 cm
Private Negotiation
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Pezzi di Teatro
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
180 cm x 87 cm
Private Negotiation
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Resti di un' Elegia
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
50 cm x 70 cm
Private Negotiation
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Contro l'Onda
Contraria al Sangue
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
40 cm x 50 cm
Private Negotiation
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Un Tir all'Improvviso
Tecnica Mista - Acrilico e garza su tela
180 cm x 87 cm
Trattativa Privata
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Kaos
Mixed media – acrylic, barbed wire,
and cardboard on marine plywood
110 cm x 76 cm
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Rosso
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
40 cm x 30 cm
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Quello che Non Si Vede
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160 cm x 97 cm
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L'Origine
Mixed media – Acrylic on marine plywood
160 cm x 100 cm
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Quel Rosso
che di Notte si Sogna
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50 cm x 40 cm
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Pezzi di Teatro
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50 cm x 50 cm
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Resti di un' Elegia
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
50 cm x 70 cm
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Contro l'Onda
Contraria al Sangue
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40 cm x 50 cm
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Kaos
Mixed media – acrylic, barbed wire,
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Rosso
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
40 cm x 30 cm
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Quello che Non Si Vede
Mixed media – Acrylic
and passementerie on canvas
70 cm x 50 cm
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Quel che Resta
Mixed media – Acrylic on marine plywood
160 cm x 60 cm
Private Negotiation
materica.art@gmail.com

L'Origine
Mixed media – Acrylic on marine plywood
160 cm x 100 cm
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Quel Rosso
che di Notte si Sogna
Mixed media – Acrylic and gauze
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50 cm x 40 cm
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Pezzi di Teatro
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
50 cm x 50 cm
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Resti di un' Elegia
Mixed media – Acrylic and gauze on canvas
50 cm x 70 cm
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Contro l'Onda
Contraria al Sangue
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40 cm x 50 cm
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13- 14 December 2022 Londra Espacio Gallery
4 - 28 January 2023 Bruxelles Espace Art Gallery
November - December 2023 Miami Spectrum Miami
1 - 31 October 2023 Washington Holiday in Capitol Hotel
4 - 7 April 2024 New York Art Expo
14 - 18 Febuary 2024 Los Angeles Convention Center
13 - 16 November 2025 Sanremo Festival dell'Arte Sanremo
13- 14 December 2022 Londra Espacio Gallery
4 - 28 January 2023 Bruxelles Espace Art Gallery
November - December 2023 Miami Spectrum Miami
1 - 31 October 2023 Washington Holiday in Capitol Hotel
4 - 7 April 2024 New York Art Expo
14 - 18 February 2024 Los Angeles Convention Center
13 - 16 November 2025 Sanremo Festival dell'Arte Sanremo
AWARDS & PRIZES
13- 14 December 2022 Londra Espacio Gallery
4 - 28 January 2023 Bruxelles Espace Art Gallery
November - December 2023 Miami Spectrum Miami
1 - 31 October 2023 Washington Holiday in Capitol Hotel
4 - 7 April 2024 New York Art Expo
14 - 18 February 2024 Los Angeles Convention Center
13 - 16 November 2025 Sanremo Festival dell'Arte Sanremo
Exhibitions
Exhibitions
Monica Faridone, a material-based painter, has received awards and recognitions in national and international exhibitions, distinguishing herself through the innovative use of materials and the expressive strength of her work. Critical acclaim and selections in prestigious exhibitions have consolidated her artistic path, making her visual language a distinctive and widely appreciated signature.
Monica Faridone, a material-based painter, has received awards and recognitions in national and international exhibitions, distinguishing herself through the innovative use of materials and the expressive strength of her work. Critical acclaim and selections in prestigious exhibitions have consolidated her artistic path, making her visual language a distinctive and widely appreciated signature.
Monica Faridone, a material-based painter, has received awards and recognitions in national and international exhibitions, distinguishing herself through the innovative use of materials and the expressive strength of her work. Critical acclaim and selections in prestigious exhibitions have consolidated her artistic path, making her visual language a distinctive and widely appreciated signature.
'' La sua ricerca artistica nasce da una necessità interiore di comunicare sentimenti ed esperienze attraverso il gesto pittorico e la scelta accurata dei materiali, dando forma a composizioni intense e tattili. Dopo un percorso accademico in Giurisprudenza e una carriera professionale solida, la Faridone ha scoperto la pittura come linguaggio prediletto per esprimere una sensibilità accumulata nel tempo.
La sua passione per l’arte, coltivata attraverso visite a mostre e musei, ha trovato sfogo in una produzione artistica che si distingue per l’uso materico e per una poetica che oscilla tra il lirismo e la brutalità della realtà. Le sue opere si caratterizzano per l’impiego di tecniche miste, in cui materiali come garze, acrilici e cartoni si combinano in un’alchimia visiva che sfida i confini della bidimensionalità. La texture è un elemento fondamentale nella sua produzione: le superfici ruvide, stratificate e lavorate conferiscono alle sue tele una qualità quasi scultorea, creando un senso di profondità e movimento.
L’artista sembra voler dar voce alla materia stessa, lasciando che essa racconti la propria storia attraverso l’uso di colori intensi, gesti spontanei e sovrapposizioni di elementi contrastanti. Il segno pittorico della Faridone è istintivo e potente, capace di evocare emozioni profonde attraverso il colore e la composizione. La sua tavolozza spazia da toni terrosi a rossi vibranti, spesso accostati a neri e grigi che suggeriscono un dialogo tra energia e silenzio, tra caos e ordine. Il gesto pittorico non è mai casuale, ma il risultato di una ricerca interiore che si traduce in un’esperienza visiva coinvolgente e immersiva.
Le sue opere creano una connessione diretta con lo spettatore, invitandolo a esplorare il significato nascosto dietro ogni elemento. L’arte diventa un territorio di scambio, uno spazio immaginario in cui l’artista e il pubblico s’incontrano in una comunicazione silenziosa, ma potente. Ogni opera è una riflessione sulla fragilità e la forza dell’esistenza, sulla trasformazione e sulla resistenza della materia nel tempo.
La Faridone ha esposto le sue creazioni in contesti significativi, trovando una crescente attenzione da parte del pubblico e della critica. Il suo lavoro è stato apprezzato per la capacità di trasmettere emozioni autentiche, per la sensibilità con cui tratta la materia e per la profondità concettuale che caratterizza ogni sua composizione. La sua visione artistica è un viaggio che continua a evolversi, mantenendo come filo conduttore la volontà di esplorare nuove possibilità espressive attraverso l’incontro tra gesto, materia e significato. Il suo approccio, fortemente personale, dimostra come l’arte possa essere un mezzo di auto-esplorazione e allo stesso tempo una finestra aperta sul mondo interiore ed esteriore.
Le sue creazioni non sono solo rappresentazioni visive, ma manifestazioni tangibili di un’emozione vissuta, tradotta in forma e colore con straordinaria intensità. ''
Edoardo Sylos Labini
'' L'impressiona astratta di un ricordo, di un elegiaca malinconia vissuta, si fa strada in questa tela ''Resti di un Elegia'' dalla tenue timbrica cromatica. E' come se l'emozionalità dell'artista viaggiasse al di fuori della mente, impregnando di sé lo spazio circostante, la magia della coscienza incanta il mondo. ''
Vittorio Sgarbi
'' Quale testimone ed interprete della forza creativa che da voce al silenzio, forma all'emozione e respiro alla bellezza. Attraverso la Sua opera l'Arte si è fatta incontro, dialogo e memoria, divenendo luce condivisa capace di oltrepassare i confini del tempo. La Sua presenza ha arricchito questo spazio di armonia, portando con se la dignità del gesto e la grazia dell'immaginazione ''
Sandro Serradifalco
'' La sua ricerca artistica nasce da una necessità interiore di comunicare sentimenti ed esperienze attraverso il gesto pittorico e la scelta accurata dei materiali, dando forma a composizioni intense e tattili. Dopo un percorso accademico in Giurisprudenza e una carriera professionale solida, la Faridone ha scoperto la pittura come linguaggio prediletto per esprimere una sensibilità accumulata nel tempo.
La sua passione per l’arte, coltivata attraverso visite a mostre e musei, ha trovato sfogo in una produzione artistica che si distingue per l’uso materico e per una poetica che oscilla tra il lirismo e la brutalità della realtà. Le sue opere si caratterizzano per l’impiego di tecniche miste, in cui materiali come garze, acrilici e cartoni si combinano in un’alchimia visiva che sfida i confini della bidimensionalità. La texture è un elemento fondamentale nella sua produzione: le superfici ruvide, stratificate e lavorate conferiscono alle sue tele una qualità quasi scultorea, creando un senso di profondità e movimento.
L’artista sembra voler dar voce alla materia stessa, lasciando che essa racconti la propria storia attraverso l’uso di colori intensi, gesti spontanei e sovrapposizioni di elementi contrastanti. Il segno pittorico della Faridone è istintivo e potente, capace di evocare emozioni profonde attraverso il colore e la composizione. La sua tavolozza spazia da toni terrosi a rossi vibranti, spesso accostati a neri e grigi che suggeriscono un dialogo tra energia e silenzio, tra caos e ordine. Il gesto pittorico non è mai casuale, ma il risultato di una ricerca interiore che si traduce in un’esperienza visiva coinvolgente e immersiva.
Le sue opere creano una connessione diretta con lo spettatore, invitandolo a esplorare il significato nascosto dietro ogni elemento. L’arte diventa un territorio di scambio, uno spazio immaginario in cui l’artista e il pubblico s’incontrano in una comunicazione silenziosa, ma potente. Ogni opera è una riflessione sulla fragilità e la forza dell’esistenza, sulla trasformazione e sulla resistenza della materia nel tempo.
La Faridone ha esposto le sue creazioni in contesti significativi, trovando una crescente attenzione da parte del pubblico e della critica. Il suo lavoro è stato apprezzato per la capacità di trasmettere emozioni autentiche, per la sensibilità con cui tratta la materia e per la profondità concettuale che caratterizza ogni sua composizione. La sua visione artistica è un viaggio che continua a evolversi, mantenendo come filo conduttore la volontà di esplorare nuove possibilità espressive attraverso l’incontro tra gesto, materia e significato. Il suo approccio, fortemente personale, dimostra come l’arte possa essere un mezzo di auto-esplorazione e allo stesso tempo una finestra aperta sul mondo interiore ed esteriore.
Le sue creazioni non sono solo rappresentazioni visive, ma manifestazioni tangibili di un’emozione vissuta, tradotta in forma e colore con straordinaria intensità. ''
Edoardo Sylos Labini
'' L'impressiona astratta di un ricordo, di un elegiaca malinconia vissuta, si fa strada in questa tela ''Resti di un Elegia'' dalla tenue timbrica cromatica. E' come se l'emozionalità dell'artista viaggiasse al di fuori della mente, impregnando di sé lo spazio circostante, la magia della coscienza incanta il mondo. ''
Vittorio Sgarbi
'' Quale testimone ed interprete della forza creativa che da voce al silenzio, forma all'emozione e respiro alla bellezza. Attraverso la Sua opera l'Arte si è fatta incontro, dialogo e memoria, divenendo luce condivisa capace di oltrepassare i confini del tempo. La Sua presenza ha arricchito questo spazio di armonia, portando con se la dignità del gesto e la grazia dell'immaginazione ''
Sandro Serradifalco
'' La sua ricerca artistica nasce da una necessità interiore di comunicare sentimenti ed esperienze attraverso il gesto pittorico e la scelta accurata dei materiali, dando forma a composizioni intense e tattili. Dopo un percorso accademico in Giurisprudenza e una carriera professionale solida, la Faridone ha scoperto la pittura come linguaggio prediletto per esprimere una sensibilità accumulata nel tempo.
La sua passione per l’arte, coltivata attraverso visite a mostre e musei, ha trovato sfogo in una produzione artistica che si distingue per l’uso materico e per una poetica che oscilla tra il lirismo e la brutalità della realtà. Le sue opere si caratterizzano per l’impiego di tecniche miste, in cui materiali come garze, acrilici e cartoni si combinano in un’alchimia visiva che sfida i confini della bidimensionalità. La texture è un elemento fondamentale nella sua produzione: le superfici ruvide, stratificate e lavorate conferiscono alle sue tele una qualità quasi scultorea, creando un senso di profondità e movimento.
L’artista sembra voler dar voce alla materia stessa, lasciando che essa racconti la propria storia attraverso l’uso di colori intensi, gesti spontanei e sovrapposizioni di elementi contrastanti. Il segno pittorico della Faridone è istintivo e potente, capace di evocare emozioni profonde attraverso il colore e la composizione. La sua tavolozza spazia da toni terrosi a rossi vibranti, spesso accostati a neri e grigi che suggeriscono un dialogo tra energia e silenzio, tra caos e ordine. Il gesto pittorico non è mai casuale, ma il risultato di una ricerca interiore che si traduce in un’esperienza visiva coinvolgente e immersiva.
Le sue opere creano una connessione diretta con lo spettatore, invitandolo a esplorare il significato nascosto dietro ogni elemento. L’arte diventa un territorio di scambio, uno spazio immaginario in cui l’artista e il pubblico s’incontrano in una comunicazione silenziosa, ma potente. Ogni opera è una riflessione sulla fragilità e la forza dell’esistenza, sulla trasformazione e sulla resistenza della materia nel tempo.
La Faridone ha esposto le sue creazioni in contesti significativi, trovando una crescente attenzione da parte del pubblico e della critica. Il suo lavoro è stato apprezzato per la capacità di trasmettere emozioni autentiche, per la sensibilità con cui tratta la materia e per la profondità concettuale che caratterizza ogni sua composizione. La sua visione artistica è un viaggio che continua a evolversi, mantenendo come filo conduttore la volontà di esplorare nuove possibilità espressive attraverso l’incontro tra gesto, materia e significato. Il suo approccio, fortemente personale, dimostra come l’arte possa essere un mezzo di auto-esplorazione e allo stesso tempo una finestra aperta sul mondo interiore ed esteriore.
Le sue creazioni non sono solo rappresentazioni visive, ma manifestazioni tangibili di un’emozione vissuta, tradotta in forma e colore con straordinaria intensità. ''
Edoardo Sylos Labini
'' L'impressiona astratta di un ricordo, di un elegiaca malinconia vissuta, si fa strada in questa tela ''Resti di un Elegia'' dalla tenue timbrica cromatica. E' come se l'emozionalità dell'artista viaggiasse al di fuori della mente, impregnando di sé lo spazio circostante, la magia della coscienza incanta il mondo. ''
Vittorio Sgarbi
'' Quale testimone ed interprete della forza creativa che da voce al silenzio, forma all'emozione e respiro alla bellezza. Attraverso la Sua opera l'Arte si è fatta incontro, dialogo e memoria, divenendo luce condivisa capace di oltrepassare i confini del tempo. La Sua presenza ha arricchito questo spazio di armonia, portando con se la dignità del gesto e la grazia dell'immaginazione ''
Sandro Serradifalco
AWARDS & PRIZES

photo credit: Lido Vannucchi
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Monica Faridone was born in Sarzana (SP) on August 8, 1962. After completing her Classical High School studies, she graduated in Law. She lived in Vicenza until 2009, where she practiced her professional career. Upon returning to Sarzana, following a long period of introspection, she discovered painting as a means of expression. In her works, she blends materials, thickened colors, and sterile gauze in a continuous aesthetic search for a personal, primitive, and powerful interpretation of reality.
“My passion for the wonders of art began a long time ago, through visits to exhibitions, museums, and monuments, with a spiritual hunger that allowed me to collect, deep within my subconscious, every feeling evoked by the vision of certain masterpieces. I stored everything in a secret place, safe and inaccessible to the real world. Only now am I able to draw consciously and unconsciously, after a demanding journey within myself, from what I manage to spread, knead, and mix into colors that finally represent me — or rather, that separate from me what I have always wanted to do and can now finally see, and perhaps allow others to see as well.
What I create reveals itself as a zone of exchange. It is the creation of an imaginary space of communication between the artist, the painting, and the viewer — an offering. The most important tool the artist employs, through constant practice, is faith: in the ability to generate curiosity and passion when needed. Paintings must be miraculous; as soon as one is finished, the intimacy between the creation and the creator ends, and the latter becomes a spectator. The painting must be, for me as for anyone who will encounter it later, a revelation — an unexpected and unprecedented resolution, even if delayed as in my case, of a need that is eternally free.”
Monica Faridone was born in Sarzana (SP) on August 8, 1962. After completing her Classical High School studies, she graduated in Law. She lived in Vicenza until 2009, where she practiced her professional career. Upon returning to Sarzana, following a long period of introspection, she discovered painting as a means of expression. In her works, she blends materials, thickened colors, and sterile gauze in a continuous aesthetic search for a personal, primitive, and powerful interpretation of reality.
'' My passion for the wonders of art began a long time ago, through visits to exhibitions, museums, and monuments, with a spiritual hunger that allowed me to collect, deep within my subconscious, every feeling evoked by the vision of certain masterpieces. I stored everything in a secret place, safe and inaccessible to the real world. Only now am I able to draw consciously and unconsciously, after a demanding journey within myself, from what I manage to spread, knead, and mix into colors that finally represent me — or rather, that separate from me what I have always wanted to do and can now finally see, and perhaps allow others to see as well.
What I create reveals itself as a zone of exchange. It is the creation of an imaginary space of communication between the artist, the painting, and the viewer — an offering. The most important tool the artist employs, through constant practice, is faith: in the ability to generate curiosity and passion when needed. Paintings must be miraculous; as soon as one is finished, the intimacy between the creation and the creator ends, and the latter becomes a spectator. The painting must be, for me as for anyone who will encounter it later, a revelation — an unexpected and unprecedented resolution, even if delayed as in my case, of a need that is eternally free.”
Monica Faridone was born in Sarzana (SP) on August 8, 1962. After completing her Classical High School studies, she graduated in Law. She lived in Vicenza until 2009, where she practiced her professional career. Upon returning to Sarzana, following a long period of introspection, she discovered painting as a means of expression. In her works, she blends materials, thickened colors, and sterile gauze in a continuous aesthetic search for a personal, primitive, and powerful interpretation of reality.
“My passion for the wonders of art began a long time ago, through visits to exhibitions, museums, and monuments, with a spiritual hunger that allowed me to collect, deep within my subconscious, every feeling evoked by the vision of certain masterpieces. I stored everything in a secret place, safe and inaccessible to the real world. Only now am I able to draw consciously and unconsciously, after a demanding journey within myself, from what I manage to spread, knead, and mix into colors that finally represent me — or rather, that separate from me what I have always wanted to do and can now finally see, and perhaps allow others to see as well.
What I create reveals itself as a zone of exchange. It is the creation of an imaginary space of communication between the artist, the painting, and the viewer — an offering. The most important tool the artist employs, through constant practice, is faith: in the ability to generate curiosity and passion when needed. Paintings must be miraculous; as soon as one is finished, the intimacy between the creation and the creator ends, and the latter becomes a spectator. The painting must be, for me as for anyone who will encounter it later, a revelation — an unexpected and unprecedented resolution, even if delayed as in my case, of a need that is eternally free.”
Materica
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